Teche e ricettacoli: Valerio Gaeti prima assembla e poi affastella i souvenir che è venuto raccogliendo nel vagabondare della vita. Gusci, bacche, elementi naturali incastonati nella cenere non destinati alla decomposizione, ma rivitalizzati a comporre un inusuale e perciò toccante manufatto artistico. In queste strane cassette classificatorie ci sono anche foto spezzate e riassemblate, impreziosite e tridimensionalizzate con piccoli oggetti, a volte ancora naturali (ossa, pietre), altre totalmente artificiali (plastiche, cavità argentee). Come da molti anni sa fare, Valerio - pure se misconosciuto dall'arte ufficiale - continua a stupirci per la forza emotiva con cui riesce ad impregnare e a far vibrare le proprie opere. In questa mostra presenta cinque "icone" dei primi anni Duemila e un paio di teche con foto-ricordo del 2008. Pochi lavori, in bilico tra scultura e pittura, di dimensioni ridotte, ma tutti - almeno a nostro parere - particolarmente significativi.
PARETE SINISTRA
PARETE DESTRA